Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Comune di Scandicci
incarico
Restauro e recupero ad uso pubblico del complesso
collaborazioni
Arch. Giulia Cellie
Studio Spira
Studio Comes
Consilium s.r.l.
Prof. Arch. Ing. Gennaro Tampone
Enel Hydro s.r.l.
Arch. Cristina Sordella
Firenze (1995-1996)

con Maurizio De Vita

Il complesso monumentale conosciuto come castello o villa dell'Acciaiolo si trova nella periferia nord-ovest di Scandicci, in una vasta area pianeggiante compresa tra il fiume Greve ed il torrente Vingone, che un tempo lambiva la proprietÓ, a tre chilometri dall'Arno. La Villa di Carcherelli, dal nome della famiglia che ne ebbe a lungo il possesso, conserva l'aspetto severo di castello tre-quattrocentesco. Presenta, infatti, una cinta muraria di pietra a file e merli guelfi, tamponati con muratura in mattoni sul lato ad ovest, dominata, a nord e a sud, da due alte torri, che nella parte terminale sono frutto di un evidente rifacimento. L'edificio appare ridisegnato da un intervento compiuto nei primi decenni del Settecento, che ha conferito all'intero complesso quella redazione che, con alcune modifiche, Ŕ pervenuta fino ad oggi, con la costruzione della cappella, esterna alla cinta muraria e posta sulla sinistra della torre nord; sul lato orientale dell'edificio si estende il giardino, che reca tracce del disegno settecentesco con quattro aiuole ordinate su due assi ortogonali, incorniciate sul fondo da una esedra con decorazione rustica a mosaico e limitato a nord dalla limonaia. Il complesso dell'Acciaiolo Ŕ sicuramente l'emergenza architettonica di maggior rilievo tra quelle situate nella piana di Scandicci. Il restauro si Ŕ posto come obbiettivo la restituzione all'uso pubblico, con nuove e prestigiose funzioni, sia dell'insieme castello- annessi, racchiusi dalla cinta muraria ed uniti dalla particolare e suggestiva corte rettangolare fortemente allungata, che dei corpi di fabbrica presenti nella porzione di giardino immediatamente retrostante il castello propriamente detto. Il progetto si Ŕ mosso dunque nell'ottica della conservazione e del restauro delle strutture e degli ambienti, dei decori e degli elementi lignei, ma anche dell'integrazione, con strutture moderne e tecnologicamente avanzate, di elementi e parti funzionali che consentono una migliore utilizzazione del complesso e dei suoi diversi corpi di fabbrica. L'inserimento delle nuove funzioni e in generale l'articolazione degli spazi di progetto si sono integrati nel contesto nel pieno rispetto della redazione attuale.