Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Comune di Firenze, Servizio Nuove Infrastrutture
incarico
Restauro e recupero per uso residenziale pubblico
collaborazioni
Arch. Ulrike Shulze
Ing. Alberto Pineschi
Ing. Roberto Innocenti
Ing. Enrico Sodi
Arch. Lorenzo Magni.
note
Edificio tutelato ai sensi
del D. Lgs. 22/01/2004, n. 42
Firenze (1997-2003)

con Maurizio De Vita

II progetto di recupero edilizio e di restauro di parte del Monastero di San Gaggio ha riguardato due aree del complesso vicine ma non contigue. II progetto è stato finalizzato al recupero degli spazi attraverso la realizzazione di quindici appartamenti e di spazi destinati a "centro sociale". Si tratta di un primo impegno indirizzato a recuperare le aree immediatamente disponibili dell'antico monastero, prima tappa della rivitalizzazione dell'intero complesso. Infatti l'ex-monastero, nonostante sia attualmente occupato da un istituto scolastico pubblico, da alcune abitazioni e da una modesta quota conventuale, rivela al suo interno spazi e volumi estremamente degradati. L'organizzazione dei volumi intorno e fra i cortili, che sono a diretto contatto con le strade, fa sì che si sia potuto regolare il sistema degli accessi e delle pertinenze assicurando effettiva autonomia ai corpi di fabbrica e comunque conferendo un senso compiuto all'intero impegno restaurativo. Alla base del progetto risiede la consapevolezza che in un luogo come questa debbano convivere funzioni diverse. Infatti, un complesso di questa natura e di queste dimensioni può essere utilizzato da utenti diversi in modalità diverse di accesso e fruizione anche perche la "multifunzionalità" è nella natura e nella storia dell'edificio, vista anche la complessità dei volumi e degli spazi che consentono la differenziazione delle utenze. Resta importante considerare, infine, la compatibilità specifica dei corpi di fabbrica e dei loro caratteri architettonici con l'assunto funzionale di progetto ed una generale capacità di definire criteri e modalità operative che siano pensate considerando i caratteri dell'intero organismo e soprattutto che non escludano e non impediscano interventi futuri a completamento ed integrazione del già fatto.
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