Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Firenze Fiera SPA
incarico
Piano programma di razionalizzazione e regolarizzazione del compendio
collaborazioni
Arch. Guido Ponta
Firenze (2007-in corso)
Occorre premettere che i problemi attuali della Fortezza Da Basso di Firenze debbono essere considerati come gli inevitabili esiti di una condizione originaria del "bene", dismesso dal Demanio Militare e reso disponibile nel 1967 all'allora Ente Mostra dell'Artigianato. Il sommarsi di nuove funzioni, nuove attività, di scelte politico-amministrative che l'hanno portata ad assolvere le funzioni di unico Polo Fieristico Espositivo, hanno postulato e obbligato la gestione ad assumere via via, condizioni precarie che rispondessero all'insorgere delle emergenze.
Il "Piano unitario della Fortezza da Basso" è finalizzato al miglior uso della Fortezza quale comparto fieristico della città di Firenze, prevedendo le "azioni" progettuali necessarie per riportare il compendio monumentale in condizione di legittimità urbanistica, attraverso la realizzazione dei volumi e funzioni necessarie, tese anche al reinserimento nel tessuto vivo e non discontinuo della città. La Fortezza da Basso è, prima d'ogni altra cosa, un monumento del XVI secolo, un esempio di Architettura militare, firmata da Antonio da Sangallo il Giovane ( 1534 ), una tipologia poi imitata nell'intera Europa ed esportata nell'America latina.
I tre punti sostanziali del Piano sono :
Intermodalità. Risoluzione dell'intermodalità di alimentazione degli eventi espositivi. I TIR non dovranno più entrare dentro la Fortezza: sosteranno il tempo necessario nel Piazzale Montelungo, alimentando i "muletti" di distribuzione ai padiglioni, con collegamento ipogèo.
Rimodulazione. Rimodulazione degli spazi interni attraverso la liberazione degli elementi precari ad oggi presenti a terra, oggetto di concessioni temporanee. Realizzazione di "moduli" espositivi di carattere definitivo, tali da soddisfare le esigenze di "Firenze/Fiera" e di "Pitti Immagine".
Conferma dell'attico "a vetri" sopra il Padiglione Spadolini, di cui è previsto l'ampliamento per uno "spazio polivalente", potenzialmente capace di assorbire sia funzioni convegnistiche che espositive.
Valorizzazione monumentale e reinserimento nel tessuto culturale e turistico della città. Il Mastio, le Mura, i Bastioni, così com'è per il Forte Belvedere, devono tornare ad essere se stessi, visitabili e fruibili autonomamente dal resto, costituendosi in nuovi "spazi d'immagine", di passeggiata e di sosta, col "percorso monumentale" di ronda, di circa 900 ml. di sviluppo.
Il Piano prevede una cronologia di interventi ed una suddivisione in lotti funzionali ed economicamente definiti, sino alla sua completa attuazione.
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