Gurrieri Associati - Studio di Architettura

Quest sito richiede l'utilizzo di Javascript. Permetti al tuo browser di utilizzare js attivando la funzione dalle preferenze del tuo browser.
committente
Ministero dei LL.PP. e Ministero dei Beni Culturali
Accademia dei Georgofili
incarico
Restauro della Torre in seguito alle pesanti distruzioni provocate dall’atto terroristico del 27 maggio 1993
collaborazioni
Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche
per la Toscana
Commissione Operativa del Ministero dei Beni Culturali
Arch. Lorenzo Magni
note
Edificio tutelato ai sensi
del D. Lgs. 22/01/2004, n. 42
Accademia dei Georgofili, Firenze (2002-2003)
La distruzione della Torre conseguente all'attentato del 1993 ha posto problemi delicati, tipici di ogni evento traumatico dell'architettura monumentale. I principi guida a cui si e ispirato il restauro, hanno preso le mosse da un esplicito richiamo all'art. 9 della Carta di Venezia (" ... qualsiasi lavoro di completamento riconosciuto indispensabile per ragioni estetiche e teoriche, deve [...] e dovrà recare il segno dell'epoca") e dalle istruzioni per la condotta dei restauri architettonici della Carta del Restauro del 1972 ("le sostituzioni e le eventuali integrazioni di paramenti murari ove necessario e sempre nei limiti più ristretti, dovranno essere sempre distinguibili dagli elementi originari differenziando i materiali o le superfici di nuovo impiego ... "). Conservare i segni della ferita per non dimenticare è stato l'imperativo che ha informato i lavori resi obbiettivamente difficili dall'angustia degli spazi, dalla indisponibilità dell'intorno viario, dalla pratica impossibilita di distendere e "provare" i materiali residui. L'intervento è stato effettuato ricollocando gli elementi architettonici determinanti al loro posto (peducci e capitelli, per esempio); i consolidamenti si sono avvalsi di tecniche miste, impiegando tecnologie tradizionali di "cuci e scuci" con tecnologie avanzate soprattutto nei muri collassati e presidiati. Particolare impegno, in punto di principio e poi di metodo ha richiesto la facciata su via dei Georgofili, perduta completamente nella sua parte centrale. Per questa i criteri sono stati: il recupero e il reimpiego del bozzato residuo, sulla base della documentazione fotografica disponibile; la Reintegrazione con materiale lapideo simile, o comunque da trattare cromaticamente, lasciando un piccolo giunto nel montaggio ed una leggera depressione della regione parietale reintegrata, a documentazione della ferita conseguente all'esplosione; lavorazioni e correzioni finali sulla superficie lapidea eseguite in opera; il consolidamento e la reintegrazione del graffito presente in contiguità con l'esistente, sulla base di un'ottima documentazione fotografica preesistente. Alla base di questo intervento persiste una concezione classica del restauro, che trova dignità e cittadinanza nell’unità interpretativa della scienza della disciplina, a coordinare e implementare complessità strutturale, tecnologica ed estetica dell'architettura. Si è convinti, così, che il risultato sia leggibile non solo agli addetti ai lavori ma a tutti i Cittadini.
© Studio Gurrieri Associati