Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Comune di Pistoia
incarico
Restauro e recupero ad uso pubblico
collaborazioni
Prof. Arch. Paolo Rocchi
Ing. Luca Lardani
Arch. Cristina Sordella
Arch. Leonardo Perugi
Consilium s.r.l.
Dott.ssa Laura Lucioli
note
Edificio tutelato ai sensi
del D. Lgs. 22/01/2004, n. 42
Pistoia (1995-1998)
L’impianto architettonico della Smilea è poderoso; articolato su due cortili, presidiato da alte torri che consentivano di traguardare per intero il territorio circostante verso Pistoia, Montemurlo, Prato, la “piana” con le sue Pievi, il Montalbano. Oggi, la densa edificazione all’intorno, rende difficile percepire quella funzione, ma è a quella situazione che occorre ricondursi per capirne il ruolo territoriale. La torre più alta è certo il nucleo originario dell'insediamento; nella seconda metà del '400 venne aggiunto il fianco sud-est con l'elegante porticato. Verso la fine del XV secolo doveva iniziare l'ampliamento a pianta quadrata, con il coronamento esterno di sapore michelozziano e l'erezione di una seconda torre. Nel secolo XVII venne adibita ad uso di villa fattoria con l'aggiunta di edifici colonici e altre modifiche interne ed esterne. Subì successivi sviluppi nel '700. La Smilea appare ancor oggi documento rilevante non solo dal punto di vista strettamente formale ma anche come preziosa testimonianza di castello-villa-fattoria, insediamento tipico nella storia del paesaggio toscano.Suggestivi gli impianti decorativi che caratterizzano i vani del primo piano: nel 1746, i Covoni intervengono realizzando la Cappellina, tuttavia le “vedute” neoclassiche, molto garbate e ben costruite, sembrerebbero leggermente più tarde (almeno fine settecento), così come la Sala completamente decorata con paesaggi agresti, alberi e richiami zoomorfi, sembra già ottocentesca.
RESTAURO E RECUPERO AD USO PUBBLICO DEL COMPLESSO MONUMENTALE
Una prima fase è stata caratterizzata dagli approfondimenti conoscitivi relativi ai rilievi architettonici, fasi costruttive, degrado materico e strutturale, diagnostica sulle strutture, il cui stato di conservazione non appariva evidente seppure in presenza di notevoli spessori murari. Il tutto era volto a definire adeguatamente gli interventi strutturali e di consolidamento. Sono state effettuate numerose imperniature e sono state messe in opera catene in acciaio per rilegare le murature delle due torri.
In presenza di una vasta superficie di intonaci antichi e di apparati decorativi (a tempera, a calce, affreschi) si è voluto restaurare ogni porzione salvabile attraverso il consolidamento e la pulitura: il recupero dell’apparato decorativo è stato volto a salvaguardare la redazione che si presentava nel suo insieme la più estesa e completa, tenendo conto degli elementi decorativi già in vista e di quelli il cui recupero si presentava fattibile, allo scopo di ottenere un risultato omogeneo che restituisca al monumento una adeguata valorizzazione storica ed estetica.
Il Recupero ad uso pubblico del complesso monumentale
La funzione portante è legata alla nuova Biblioteca Comunale, che trova la sua sede definitiva in spazi di grande prestigio, con possibilità di trovare un futuro ampliamento per depositi ipogei. Oltre ad una caffetteria, l'Auditorium e gli spazi espositivi completano le funzioni del primo piano, unitamente alle Sale del Maestro Vivarelli.
E' stato ripensato l'accesso al complesso, dotandolo di un adeguato ingresso carrabile con parcheggi in superficie, viali pedonali e area sosta, con nuove alberature. Il restauro della vasca in pietra completa gli interventi della prima fase dei lavori.
Interessante opzione è costituita dall'Auditorium ipogeo, che con i suoi 300 posti , farebbe fare un grande salto di qualità all’intera struttura, rendendola sicuramente più avvertibile per il suo “ruolo territoriale” che si aprirebbe ad una assai interessante connotazione convegnistica.
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