Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Comune di Campi Bisenzio
incarico
Restauro della villa finalizzato alla realizzazione della nuova biblioteca e dell'archivio comunale
collaborazioni
Arch. Ulrike Schulze
Studio Lombardini Eng.
Ing. Francesco Zambaldi
Ing. Piero Caliterna
Arch. Michele Grieco
Arch. Lorenzo Magni
note
Edificio tutelato ai sensi
del D. Lgs. 22/01/2004, n. 42
Campi Bisenzio, Firenze (1995-1998)

con Maurizio De Vita

Villa Montalvo o "alla Marina", antica residenza dell'illustre famiglia Ramirez de Montalvo, risale agli inizi del XIV secolo. Il complesso è costituito essenzialmente da due corpi di fabbrica disposti a “L” articolati da loggiati e torri che hanno assunto diversa denominazione in rapporto alle proprie caratteristiche architettoniche: l'edificio disposto perpendicolarmente al torrente Marina, caratterizzato da architetture e decorazioni tipiche di una residenza nobiliare viene denominato Villa, mentre l'edificio disposto parallelamente al torrente, i cui ambienti risultavano funzionali alle attività produttive, viene denominato Fattoria. All'interno del complesso esistono anche due giardini, uno, monumentale, antistante la facciata della villa caratterizzato da percorsi pedonali in pietra, da un loggiato con serra e da essenze pregiate e l’altro, compreso fra le facciate interne della villa e della fattoria e il torrente Marina, uno spazio verde molto meno curato e caratterizzato architettonicamente da alberi posti a filari e impreziosito da un pozzo in pietra decorato di bella fattura. Dal giardino monumentale si accede alla limonaia annessa alla villa, attraverso un ponte ligneo. Lo stato di conservazione del complesso architettonico, prima dei lavori, era estremamente precario a causa del parziale abbandono o comunque del sostanziale inutilizzo degli ambienti e ai problemi di generale degrado o inadeguatezza delle componenti strutturali, architettoniche e impiantistiche. Il restauro del complesso ha interessato tutte le parti nei loro apparati strutturali, nell’assetto murario, gli elementi di finitura, nelle tante e diverse decorazioni interne ed esterne, negli spazi aperti. Uno dei principali problemi del complesso era costituito dalla mancanza di un isolamento delle parti edificate del terreno, che ha reso necessaria la realizzazione ovunque di gattaiolati, solai areati e scannafossi perimetrali. Il problema del degrado degli orizzontamenti è stato affrontato con metodiche diverse, essendo diverse le condizioni nei tre corpi di fabbrica. In particolare nella villa è stato realizzato il consolidamento estradossale dei solai con la sostituzione puntuale di alcuni elementi degradati, non decorati, con altri in tutto analoghi a quelli originari. Tipologie e metodiche restaurative diverse sono state adottate nel recupero dell'apparato decorativo e delle coloriture originarie. Le scelte progettuali principali si sono basate sulla continuità che di fatto caratterizza il complesso. Tale idea e stata rafforzata dalla realizzazione di un ingresso principale comune, posto in asse con il loggiato tergale della villa che è diventato un vero e proprio punto di arrivo e smistamento dei visitatori, essendo anche uno spazio interno racchiuso fra due grandi infissi vetrati di nuova realizzazione. Il programma di intervento legato alla destinazione d'uso originale, così come l'attuale orientamento per la rifunzionalizzazione del complesso, hanno posto la necessita di ricavare o ritrovare all'interno due tipologie di spazi: spazi espositivi per piccoli e medi incontri, seminari e lezioni specialistiche, e spazi da dedicare alla conservazione, catalogazione, consultazione libraria o di materiale cartaceo, di disegni o dipinti di pregio. Anche la limonaia è stata restaurata e riassegnata all'uso pubblico, ed è oggi sede di interessanti e importanti eventi culturali.
© Studio Gurrieri Associati