Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Firenze Fiera SPA
incarico
Progetto unitario per la sistemazione delle pertinenze e delle infrastrutture esterne
collaborazioni
Consilium srl
Arch. Cristina Sordella
Arch. Linda Bacci
Arch. Catia Ceccarelli
Arch. Guido Ponta
Arch. Chiara Traversaro
Arch. Samuele Caciagli
Firenze (2007-in corso)

La Villa fu costruita secondo il progetto dell'Ing. Gerolamo Passeri tra il 1886 e il 1891 mentre il giardino fu realizzato dall'architetto Giuseppe Poggi, già impegnato in quegli anni nella costruzione dei vicini viali di circonvallazione, su incarico conferitogli dal committente, nonché proprietario dell'area, marchese Carlo Strozzi. Nel "Palazzetto Strozzi", poi passato ai Contini Bonaccossi (e noto come "Villa Vittoria") il Passeri realizza la sua poetica neoclassica, formatasi nel clima di "Firenze capitale", ove il Poggi dettò i canoni urbanistici e stilistici della nuova città.
La Villa, che era all'epoca un edificio costituito da tre piani fuori terra, un seminterrato e dalle soffitte in stile neoclassico, venne difatti acquistata con il suo parco nel 1931 dal conte Alessandro Contini Bonaccossi che vi trasferì la sua collezione privata, collezione che occupò per trent'anni i primi due piani della stessa. Nel 1964 è l'Azienda Autonoma per il turismo ad acquistare la Villa ed il Parco ed è da questo momento che il complesso assume la caratterizzazione di polo congressuale. E' infatti affidato pochi anni dopo all'architetto Pierluigi Spadolini l'incarico di ristrutturare il complesso con l'obiettivo di dotarlo di una sala interrata da almeno mille posti a sedere. Durante gli anni ottanta del Novecento vengono effettuati molti lavori di manutenzione del complesso, alcuni adeguamenti impiantistici nonché il restauro delle facciate della Villa; viene anche effettuato poi un intervento di restyling interno dell'auditorium interrato con la sostituzione di buona parte degli arredi e delle poltrone.
Il Progetto di restauro del Parco e delle infrastrutture esterne vuole fornire una risposta unitaria alle nuove esigenze funzionali di una struttura congressuale attiva quasi ininterrottamente con eventi di carattere assai eterogeneo, in relazione alla fragile poetica romantica del Parco ed ai suoi segni costruiti. Si viene a definire così un Progetto che forse per la prima volta prende in considerazione tutte le tematiche presenti degli elementi costruiti e della vegetazione: annessi, elementi di pregio, pavimentazioni, cordoli, caditoie, chiusini, vani tecnici, accessi e parcheggi, cercando di recuperare una armonia oggi compromessa da interventi non coordinati e stratificazioni di segni e superfetazioni, fornendone un disegno teso a ridurre l'eccessiva eterogeneità dei materiali e tipologie presenti, rimuovendo anche molti elementi sotto o per nulla utilizzati. All'interno del disegno generale, tema di grande fascino è certamente il ridisegno dell'estradosso dell'Auditorium, concepito in origine in forma di teatro all'aperto e utilizzato sino a metà degli anni novanta del novecento. Il suo recupero, reso peraltro necessario dal diffondersi delle infiltrazioni di acque meteoriche all'interno dell'Auditorium si è configurato come un intervento di "Restauro del Moderno", secondo un'accezione ormai ben presente e consolidata nella cultura e nella operatività edilizia monumentale (l'Aula dei Congressi è assunta come architettura di rilevante interesse, di fatto vincolata dalla Soprintendenza come "elemento costruito" del Parco, anche se non ha maturato i cinquanta anni di legge). Tuttavia, l'intervento è stato calibrato con la stessa prudenza e la stessa metodologia che si deve ad un edificio di importante interesse. In estrema sintesi, è stata prevista una più razionale sistemazione del suggestivo spazio, con la riduzione del numero degli spalti originari (che rimangono però come "memoria" nella pavimentazione) e l'eliminazione dell' "anello interno" di salita, doppione dell'adiacente anello esterno alla fioriera-balaustra.
In tal modo si è potuto restituire uno spazio molto più simile ad una "piazza" che ad una gradinata , ove sarà possibile una gamma di utilizzi assai più ampia, dall'allestimento di mostre e spettacoli all'istallazione di scenografie, alla ristorazione di grande tenore in occasione di happenings particolari.

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