Gurrieri Associati - Studio di Architettura

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committente
Aladue S.p.A. Firenze
Cobert Costruzioni Srl. Firenze
incarico
Restauro della villa della ex manifattura
collaborazioni
Arch. Lorenzo Magni
Sesto Fiorentino, Firenze (1992-1995)

con Maurizo De Vita

L’atmosfera di ‘romantico’ abbandono e isolamento di Doccia nascondeva il gravissimo degrado delle strutture della Villa, che aveva già causato numerosi crolli, interessando anche le parti più monumentali, come i saloni decorati al piano terreno. Era quindi assolutamente urgente realizzare le prime opere provvisionali per salvare quanto ancora non era perduto.
La salvaguardia dei saloni decorati da Vincenzo Meucci imponeva in ogni caso di agire per scongiurare il peggio: le volte dei saloni posti al piano terreno stavano sopportando, miracolosamente, il peso della soprastante copertura, quasi del tutto crollata e gravante su di esse, con evidenti e abbondanti infiltrazioni delle acque piovane, assai deleterie per le parti strutturali come per le pitture murali e per lo stesso intonaco.
Nel 1990 fu pertanto realizzata una copertura provvisoria, come «tettoia di protezione del salone», costruita con montanti, capriate e travi reticolari in tubi metallici. Fu in seguito predisposta una richiesta alla Soprintendenza per realizzare «opere di presidio e pronto intervento», atte a puntellare volte, solai e muri pericolanti, allontanare i materiali gravanti sugli orizzontamenti a seguito dei crolli, estirpare la vegetazione infestante – anche di alto fusto – cresciuta all’interno della Villa.
Nel marzo del 1993 finalmente si poterono iniziare i lavori per la messa in sicurezza, mentre si lavorava al progetto di restauro, concordando con la Soprintendenza le tecniche costruttive per la reintegrazione e in alcuni casi la completa ricostruzione delle componenti strutturali degradate o pervenute al collasso.
Parallelamente, il nascente piano di recupero di tutto il complesso della ex-Manifattura, che sulle linee dello studio di fattibilità di Giovanni Michelucci ha visto all’opera un’‘orchestra’ di professionisti quali Pino Bertolini, Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Adolfo Natalini, Roberto Maestro e Francesco Gurrieri, aveva iniziato a mettere a punto le destinazioni e le previsioni urbanistiche per Doccia.
All’inizio del 2003, mentre erano sorti i primi insediamenti residenziali previsti nel piano di recupero, furono ripresi i lavori alle due ali della Villa. In particolare l’ala nord (a destra della facciata principale) fu oggetto di importanti opere di restauro e risanamento, essendo in parte a ridosso del terreno e per un piano seminterrata. Furono recuperati interi livelli, pressoché crollati, e fu ridefinito il grande spazio del salone del primo piano, con l’introduzione di capriate metalliche tipo Polonceau con luci libere notevoli.
Furono altresì eseguiti unitariamente gli interventi alle coperture delle due ali, sulla base di quanto già fatto nel corpo centrale, e si realizzarono anche i restauri alle facciate della Villa, quella principale con l’ingresso monumentale sormontato dall’orologio e dai gruppi scultorei in terracotta, le laterali e la tergale prospiciente le nuove residenze.
La Villa restaurata, naturale fulcro ordinatore delle nuove funzioni, diventerà nel suo corpo centrale sede della nuova biblioteca comunale.
Con la demolizione dei volumi fatiscenti all’interno della corte centrale (realizzati per distribuire più agevolmente i percorsi, ma evidentemente avulsi dall’impianto originario) si è creato lo spazio per un nuovo moderno elemento vetrato, a servizio della biblioteca, che dovrà essere realizzato insieme all’Amministrazione comunale.
Attualmente i lavori prevedono il restauro degli apparati decorativi del piano terreno, compresa la Sala del Meucci, e le finiture del corpo centrale, da trasferire a breve al Comune di Sesto Fiorentino. È in questa fase che s’inserisce, unitamente alla ricollocazione dei gruppi scultorei in terracotta scialbata sui corpi bassi che costituiscono l’ingresso alla corte aperta, la riapposizione dei “Tondi” in ceramica invetriata sulla facciata principale. Questo evento simboleggia il ritorno alla vita della Villa, che viene finalmente risarcita di quella ‘mutilazione’ artistica che la privava di quei segni che ne rendevano visibile con grande eleganza la vocazione di manifattura di opere d’arte in ceramica.

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